| XXVI° Monsano Folk Festival |
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| Venerdì 22 Luglio 2011 06:47 | ||||
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XXVI Monsano Folk Festival Fare un Festival, di questi tempi, ha un valore anche politico. Perché è un modo di combattere, non solo la crisi, ma anche il silenzio”. (Amedeo Fago)
Il Monsano Folk Festival, si caratterizza, nel vasto panorama italiano, per la sua particolare formula di rapporto, di scambio, di confronto-“scontro”, tra la musica originale degli autentici portatori della tradizione e quella dei vari gruppi ed interpreti del folk-revival, in un accostamento di pari dignità, di notevole interesse e di grande valore scientifico. Un Festival singolare, che per la “libertà” e la spontaneità con cui viene organizzato e vissuto, si distingue nettamente dall’attuale, sconfortante panorama di falsificazione e di massificazione operate sulla cultura tradizionale e sulla civiltà popolare. Un Festival, che alla forza della tradizione lega esperienze innovative: un Festival per tutti si, ma anche per spettatori anomali, curiosi, “vivi”, cacciatori di sorprese. Inoltre quest’anno il Festival ha un’aggiunta significativa nel suo sottotitolo, quello di Edizione “critica” del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, un Festival quindi, condizionato (e purtroppo limitato) dal momento economico decisamente non favorevole, nel quale si dibatte l’Italia, ma soprattutto tutto ciò che significa cultura in questo nostro Bel Paese ! Quindi, nonostante il “feroce”, “selvaggio” dimezzamento del già esiguo ed imbarazzante budget, abbiamo cercato anche quest’anno di presentare un Cartellone più che dignitoso, ringraziando ancora tutti gli artisti, al loro mettersi in gioco e soprattutto al loro entusiasmo ed alla loro innata bravura, alla loro voglia di “aiutare” e di “arricchire” ulteriormente un Festival, (unico nel suo genere) un “piccolo-grande” Festival, che ha basato da sempre la sua identità e la sua autorevolezza, nella sua “testa”, nel suo “cervello”, nelle sue “idee”, nel suo continuamente inventarsi e reinventarsi, piuttosto che nell’adagiarsi, nel “portafoglio”, nei “soldi”, nei grandi contributi pubblici e privati, che a dire il vero in tutti questi ventisei anni, hanno sempre latitato alla grande!
Tre interessanti giovani Gruppi, si esibiranno rispettivamente con il Duo Riganelli-Felicioli a Montecarotto (domenica 7/8); Francesco di Gregorio & Bandalarga a Staffolo (giovedì 11/8), Giacomo Medici e La Isla Spanish Ensemble a Corinaldo (venerdì 12/8). Il Gruppo “La Macina”, sarà a Rosora, in uno dei suoi concerti “più popolari”, sanguigni e travolgenti (martedì 16/8); ed un inedito trio, riunito esclusivamente per il Festival, formato da Marino Carotti-Giuseppe Ospici e Gastone Pietrucci , di nuovo “insieme”, dopo le loro esperienze in vari periodi nella più che quarantennale attività de La Macina , a Monsano (sabato 20/8). Il Festival quest’anno avrà una inedita e volutamente “minimale” e “speciale” Giornata Inaugurale a Monsano, dove venerdì 5//8, nella Chiesa del SS. Sacramento alle ore 19,00, la piccola Chiara Carsetti , accompagnata da Gastone Pietrucci e Marco Gigli de La Macina, presenterà un repertorio di canti e di tradizioni popolari del mondo infantile marchigiano (come polemica risposta a certe orrende trasmissioni televisive tutte basate sullo “sfruttamento” osceno dei bambini, ridotti a “vecchi-patetici-assurdi fenomi da baraccone). Infine i due appuntamenti “popolari” del Festival: la continuazione della serie di Foglie d’Album : due concerti monografici il primo ad Appignano, sabato 6/8 ed il secondo a Monsano, venerdì 19/8, incentrati sui grandi “informatori” di Gastone Pietrucci e de La Macina: rispettivamente l’Omaggio a Giuseppe Gasparrini (Peppe de Birtina) (L’ultimo grande cantastorie marchigiano) e le sorelle Laura Pietrucci Calabresi & Maria Pietrucci (Lallì & Mariuccia: le memorie di casa). Prerogativa del Festival è stata sempre quella di essere oltre che una Rassegna internazionale ed itinerante di folk-revival , anche e soprattutto di musica popolare originale. Così infatti aggiunge Gastone Pietrucci, Direttore del Festival, ricercatore, studioso della tradizione orale marchigiana, nonché anima e “voce” de La Macina: “Sino ad ora sono riuscito (come ricercatore e come direttore artistico a far partecipare in tutte queste ventiquattro edizioni i cosiddetti informatori e a farli conoscere personalmente al grande pubblico con concerti e partecipazioni memorabili e fondamentali. Ora purtroppo questo grande patrimonio umano, piano piano va inesorabilmente e fisiologicamente scomparendo. Quindi mi sono posto il problema (una volta privi di questo incommensurabile patrimonio umano della memoria) come continuare la linea principale dell’ “originalità” del Festival, senza snaturarlo né andando fuori tema. Allora ho deciso che sarò io, (quando non avrò più a disposizione i principali informatori, magistralmente definiti da Guido Festinese, “gli alberi di canto”) a sostituirmi a loro, nel raccontare a mia volta, i miei fortunati incontri, le mie registrazioni con loro, prestando la mia voce, i miei ricordi, per far rivivere le loro storie, le loro vite, i loro canti e tutto il loro bagaglio di umanità, di tenerezza, di “amore” che in questi più che quaranta anni di ricerca sul campo, mi hanno donato”. Tutti i concerti sono ad Ingresso Libero.
Il colore del Festival, quest’anno non è stato scelto a caso, ma è l’arancione, lo stesso che identifica il “popolo arancione” e tutti coloro che si battono per un’Italia meno disattenta, meno egoista e più giusta. Il direttore artistico, Gastone Pietrucci |






Quindi dando largo spazio ai “grandi solisti” (come il violinista Janos Hasur, un grande della musica popolare ungherese a Polverigi
